ISTEROSCOPIA DIAGNOSTICA
Che cos’è, i rischi, la tecnica ....
 
CHE COS’È L‘ISTEROSCOPIA?
L’isteroscopia si esegue utilizzando un isteroscopio, un sottile telescopio, che viene inserito, attraverso la cervice uterina, in cavità uterina. I moderni isteroscopi sono così sottili da poter essere introdotti attraverso la cervice senza dilatazione o con una minima dilatazione. Poiché l’interno dell’utero è una cavitá virtuale per poter vedere è necessario distenderla con un gas, l’anidride carbonica.
L’isteroscopia diagnostica viene generalmente eseguita in ambulatorio, senza alcuna anestesia e durante la sua esecuzione in genere determina una sintomatologia crampiforme addominale di entità minima. La durata dell’esame è di uno o due minuti e viene utilizzata in chiave diagnostica, per studiare le pazienti sterili, che hanno un’abortività ricorrente, in pazienti che hanno sanguinamenti uterini anomali ed in quelle mastectomizzate che devono cominciare io che stanno eseguendo il trattamento con tamoxifene.

CHE TIPO DI PATOLOGIE POSSONO ESSERE EVIDENZIATE CON QUESTA TECNICA?
In una paziente sterile o che ha avuto un’abortività ricorrente è possibile trovare, ad esempio, un “setto” nella porzione mediana dell’utero che divide la cavità in due. È in genere totalmente asintomatico. È possibile inoltre evidenziare i fibromi ed i polipi che sono comunemente causa di sanguinamento anomalo nonché lesioni precancerose o cancerose. Spesso non si evidenzia alcuna patologia, ma ugualmente questa informazione può essere molto utile e rassicurante per la paziente.

CI SONO DEI RISCHI?
La maggior parte delle pazienti non ha alcun problema e può ritornare al lavoro il giorno stesso. Alcune pazienti possono avvertire senso di debolezza ed avere crampi che durano in genere alcuni giorni. Spotting e sanguinamento minimo genitale possono durare per alcuni giorni e sono da considerare un reperto normale. E' possibile inoltre avvertire, subito dopo l'esame, un fastidioso dolore alla spalla dx (o sn) della durata di alcuni minuti, dovuto ad una stimolazione riflessa di un nervo ad opera del gas usato per dilatare la cavità uterina. In genere scompare con una mobilizzazione attiva dell'arto interessato; qualora dovesse persistere è possibile utilizzare un analgesico. Le complicanze serie sono molto rare e comprendono:
- Sanguinamento
- Infezione
- Perforazione dell'utero con l'isteroscopio

CHE COSA SI PUÒ FARE SE SI HA UN “SETTO“?
Il setto è una piega del fondo dell’utero che divide la cavità in due. È generalmente una patologia congenita e se non è associata ad altre anomalie dell’utero può essere tagliato e rimosso usando il resettoscopio (isteroscopio operativo) in sala operatoria. Questo intervento viene eseguito in genere in anestesia generale e frequentemente la paziente viene dimessa lo stesso giorno dell’intervento. Il setto viene tagliato utilizzando un elettrodo a punta che l’endoscopista introduce attraverso il resttoscopio.

CHE COSA SI PUÒ FARE SE SI HA UN FIBROMA?
Alcuni fibromi possono essere rimossi utilizzando un “ansa elettrica” fatta passare attraverso il resettoscopio. L’ansa viene usata per sezionare il fibroma e successivamente le porzioni ottenute vengono asportate dall’utero. Solo i fibromi che si sviluppano all’interno della cavità uterina possono essere rimossi con questa tecnica.

CHE COSA SI PUÒ FARE SE SI HA UN POLIPO?
I polipi sono delle formazioni peducolate che sporgono in cavità uterina. Sono solitamente benigni, tuttavia possono essere causa di abbondanti sanguinamenti. Sono facilmente asportabili con il resettoscopio operativo.

CHE COSA SI PUÒ FARE IN CASO DI SANGUINAMENTO UTERINO ANOMALO SENZA ALCUNA PATOLOGIA?
Se il sanguinamento è resistente ad una terapia medica ormonale, in genere è necessario procedere all’isterectomia nella donna in menopausa. Recentemente è stata proposta una nuova tecnica che asporta la mucosa endometriale in toto utilizzando il resettoscopio operativo. Questa procedura si chiama ablazione endometriale. In anestesia generale, si provvede a posizionare il resettoscopio all’interno dell’utero e con un elettrodo chiamato “roller ball”si provvede all’asportazione della mucosa endometriale. Questa tecnica ha risparmiato a molte donne l’isterectomia. In pochi giorni è possibile riprendere le loro normali attività.

A cura del Dott. Mario Giorgio
Policlinico S. Orsola - Bologna