AVVELENAMENTO NEL BAMBINO
Nel bambino, l’esposizione a sostanze tossiche è...
Nel bambino l’esposizione a sostanze tossiche è estremamente frequente, il più delle volte accidentale e di conseguenza non sono sempre presenti dei sintomi. Nonostante questo numerosi sono i ricoveri per osservazione e gli interventi medici con conseguenti costi sia sociali che economici. L’incidenza dell’esposizione alle sostanze tossiche è particolarmente elevata nei primi due-tre anni di vita per poi presentare un nuovo picco intorno al decimo anno.
Nei più piccini l’esposizione è quasi sempre accidentale e si verifica in casa; le sostanze in questione sono poco o per nulla tossiche, il ricorso al Pronto Soccorso, anche in assenza di sintomi, è precoce. Nei pazienti più grandicelli aumenta il grado di tossicità delle sostanze in questione; il ricorso al Pronto Soccorso si verifica in genere dopo la comparsa dei sintomi.
Quando l’anamnesi è certa o per lo meno dubbia, relativamente all’esposizione di una sostanza tossica, è necessario valutare:

1°) la tossicità della sostanza
2°) il grado di esposizione ad essa
3°) il tempo intercorso tra l’esposizione e la visita medica
4°) le condizioni cliniche del bambino

L’accertamento della tossicità è in genere facile per i farmaci la cui composizione è nota. Il problema si fa invece complesso per quanto riguarda i prodotti di uso domestico. É indispensabile che i genitori del paziente portino con sé, per la visita medica, il prodotto in causa e tutta la sua confezione. É importante che venga riferita la modalità di esposizione, ad esempio la maggior parte dei prodotti in polvere (come ad esempio i cosmetici) sono pericolosi solo se inalati.
Sempre relativamente a questo punto le notizie fornite dai familiari sono di enorme importanza: quante pastiglie sono state ingerite, quante ne sono rimaste nella confezione, quante erano, presumibilmente, prima dell’ingestione, e poi quanta di quella sostanza liquida è stata ingerita, era diluita oppure no? In una per fortuna minoranza di casi, il sospetto dell’avvelenamento sorge in base al riscontro di segni clinici caratteristici senza un’anamnesi certa.
Ricordiamo ad esempio come l’alitosi, i disturbi dell’equilibrio e della parola ci suggeriscono l’intossicazione da alcolici; i disturbi dell’equilibrio, dello stato di coscienza ed un tono muscolare estremamente ridotto ci indirizzano verso l’assunzione di tranquillanti (benzodiazepine); oppure come la miosi (rimpicciolimento della pupilla dell’occhio) ed il coma ci suggeriscono l’avvelenamento da oppiacei. Gli avvelenamenti possono dunque essere molto gravi nelle diverse età.
É quindi necessaria un 'attenta valutazione di ogni singolo caso per evitare due opposti errori: l'ansia dei genitori ed il desiderio di salvaguardia medico-legale da parte dei sanitari che puņ causare tutta una serie di interventi inutili se non dannosi; dall’altro il dubbio su quanto può essere accaduto, il minimizzare la cosa da parte dei genitori, la scarsa conoscenza da parte dei sanitari della latenza d’azione di alcune sostanze con conseguente ritardo se non omissione di interventi indispensabili.

A cura del Dott. Cesare Zambelloni