IL BAMBINO MALTRATTATO
La sindrome d'abuso sui minori ...
La sindrome da abuso sui minori è stata per la prima volta descritta da J. Caffey, circa sessanta anni fa, il noto radiologo segnalava un nutrito gruppo di bambini che presentava fratture multiple ed emorragie subdurali (raccolta di sangue in spazi compresi fra il tessuto cerebrale e la teca cranica).
Per descrivere quei bambini che venivano picchiati dai genitori o dai loro tutori, negli anni sessanta fu coniato il termine di sindrome del bambino picchiato.
Finalmente negli anni immediatamente successivi, un italiano introdusse il concetto che oltre all'abuso fisico esisteva anche quello psicologico oppure l'abbandono; un abuso fatto dalla privazione di cibo, di abbigliamento, di cure mediche, di affetto. Tale abuso è stato definito dunque come tutto ciò che determina un danneggiamento non accidentale della condizione di benessere fisico, psicologico ed affettivo del bambino.
Questa condizione comprende tutto quello che esita in fratture, ecchimosi, lacerazioni, ma anche condizioni come la disidratazione che deriva dalla privazione di acqua oppure l'emorragia subaracnoidee (a livello cranico) secondaria ad un vigoroso scuotimento del bambino. Una forma particolarmente importante (se mai potesse essere stilata una graduatoria di tutto questo) del maltrattamento del bambino è costituita dalla deprivazione affettiva del bambino, la quale può essere caratterizzata dalla mancata soddisfazione di impulsi emozionali o da un persistente criticismo che può anche esitare nella ridotta o mancata crescita del bambino.
Ricordiamo anche come l'abuso debba essere differenziato dall'ordinaria punizione a cui ricorrono alcuni genitori che credono di poter imporre ai propri figli la disciplina con qualunque mezzo; ma se legalmente l'abuso è tale quando esita in lesioni organiche documentabili, non possiamo disconoscere che le punizioni corporali non debbano essere il modo migliore per educare i propri figli.
I bimbi più soggetti a questi abusi sono quelli di età inferiore ai 6 anni, fanno più fatica a scappare e/o a difendersi; in questo gruppo poi spiccano i bambini con malattie croniche, gli handicappati, i cosiddetti "iperattivi", i bambini generati da gravidanze indesiderate.
L' abuso sui minori si verifica in tutti i paesi del mondo, in tutte le razze , presso qualsiasi realtà socio-economica. Il genitore può a sua volta essere stato un bambino maltrattato, risultando così incapace a controllare le proprie pulsioni emotive.
Una volta avanzato il sospetto di violenza su un minore, anche il medico è responsabile della protezione del bambino; un pool di esperti (medico, infermiere, psicologo, assistente sociale…) dovrebbe essere coinvolto in questo programma di assistenza.
Poiché la stragrande percentuale di violenze vengono esercitate nell'ambito familiare, un obiettivo del trattamento dovrebbe essere quello di prevenire il ripetersi di tali fatti; idealmente le situazioni ad alto rischio dovrebbero essere colte prima ancora che il bambino ne sia danneggiato.E' sempre più auspicabile promuovere, costituire, sostenere linee telefoniche speciali, gruppi di mutua assistenza, gruppi educativi per i medici, per le strutture sanitarie e per i genitori e le famiglie ad alto rischio.


A cura del Dott. Cesare Zambelloni