ROSOLIA
 
CHE COS'E' ?
La rosolia è una malattia infettiva frequente nell'infanzia, caratterizzata solitamente da una sintomatologia generale lieve, da un esantema (manifestazione cutanea) simile a quello del morbillo o della scarlattina in forma lieve e da tumefazione dei linfonodi retroccipitali (a livello della nuca), retroauricolari e cervicali posteriori. La rosolia durante il primo periodo della gravidanza può causare gravi anomalie congenite.

CHI LA CAUSA ?
Chi la causa? La causa della rosolia è un virus classificato nella famiglia dei Togavirus; durante la malattia il virus è concentrato nelle secrezioni naso-faringee, nel sangue, nelle feci e nelle urine.

COME SI CONTRAE ?
Il virus della rosolia si diffonde tramite le goccioline orali o per via transplacentare (il virus è in grado di oltrepassare la barriera placentare) nell'infezione congenita. Prima che si istituisse la campagna vaccinale contro la rosolia alla fine degli anni sessanta, il picco d'incidenza della malattia era tra i 5 ei 14 anni; ora la maggior parte dei casi si verifica negli adolescenti e nei giovani adulti .Ragazzi e ragazze sono colpiti in egual misura.

QUALI SONO I SINTOMI ?
Il periodo di incubazione è di 14-21 giorni. Il segno più caratteristico è dato dall' ingrossamento dei linfonodi dietro le orecchie ed a livello dell'occipite (vicino alla nuca) . Nessun altra patologia infettiva provoca tumefazione dei linfonodi in questa sede in maniera così evidente come la rosolia. Questa linfoadenopatia è evidente almeno 24 ore dalla comparsa della manifestazione cutanea (rash) e può persistere per una settimana ed oltre. I rash è più variabile di quello del morbillo, comincia al volto e si diffonde rapidamente; la sua evoluzione è così rapida che il rash può attenuarsi al volto nel momento in cui si manifesta al tronco. L' eruzione di solito si attenua intorno al terzo giorno; anche la mucosa faringea e la congiuntiva dell'occhio possono essere infiammate, al contrario del morbillo però non c'è il fastidio alla luce (fotofobia). La febbre può essere da moderata ad assente; poco frequentemente possono essere presenti riduzione dell'appetito, cefalea e vago malessere; soprattutto nelle ragazze e nelle giovani donne possono insorgere dolori alle articolazioni e tumefazione delle stesse.

E LA DIAGNOSI ?
La rosolia è una malattia difficile da diagnosticare clinicamente ad eccezione dei casi in cui il soggetto venga visitato nel corso di una estesa epidemia. L'esantema critico (sesta malattia) si distingue dalla rosolia per la gravità della febbre, più elevata e persistente e per la comparsa del rash al termine del periodo (tre giorni) di febbre. Le reazioni cutanee ai farmaci possono essere estremamente difficili da distinguere dalla rosolia. Anche nella mononucleosi infettiva può comparire un rash che somiglia molto a quello della rosolia e può generare confusione anche la tumefazione dei linfonodi: gli esami ematochimici individueranno facilmente però quest'ultima malattia. Le complicanze durante l'infanzia sono estremamente rare.

COSA FARE ?
Il programma vaccinale antirosolia prevede l'immunizzazione di tutti i bambini (maschi e femmine) tra i quindici mesi di vita e la pubertà e delle donne post-puberi non gravide. La vaccinazione è efficace a partire dai 12 mesi, ma è solitamente posticipata ai 15 mesi con la vaccinazione contro il morbillo e la parotite. La vaccinazione dovrebbe essere proposta a tutte le donne in età feconda potenzialmente recettive alla malattia.La vaccinazione non dovrebbe essere effetuata nelle donne in cui si sospetta una gravidanza; è necessario evitare il concepimento nei 3 mesi successivi alla vaccinazione. Come per tutte le altre malattie la terapia antibiotica è indicata solo per le eventuali sovrainfezioni batteriche.

A cura del Dott. Cesare Zambelloni - Ospedale Maggiore di Cremona